"L'IMPORTANZA DI ESSERE ONESTO" di Oscar Wilde (1995)

    Ultimo lavoro teatrale di Oscar Wilde, "The importance of being earnest" debuttò al St. James's Theatre di Londra il 14 febbraio 1895.

"The Importance of being earnest" in italiano si può rendere con "L'importanza di essere onesto", dove onesto-Earnest si pronuncia come il nome proprio Ernest. Veramente più che onesto, earnest significa serio, solido, sincero; virtù vittoriane un po' stolte, che Wilde prende maliziosamente in giro. Rendere le scherzo in italiano è ovviamente impossibile. Si è tentato di farlo con "franco", ma a parte che frank esiste anche in inglese come aggettivo quanto come nome proprio, nel concetto di franchezza si perde la seriosità, la compassatezza noiosa (per un Wilde) della earnestness. "Probo" è forse un aggettivo italiano che può rendere l'idea delle associazioni legate a earnest.

    In "The importance of being earnest" la conversazione prende il posto dell'azione. W.H. Auden la definirà "l'unica opera verbale pura in lingua inglese", e gli spettatori della prima, disorientati dopo il primo atto, ebbero l'impressione che l'unico argomento fino a quel punto fossero stati i tramezzini al cetriolo. La sola realtà nel mondo di "The importance of being earnest" è costituita dalle parole.

Lady Bracknell far cambiare, se necessario, la moda, onde rendere più fashionable la casa dove potrebbe andare ad abitare sua figlia. E diversamente dalla Giulietta di Shakespeare, che si dichiarava disposta ad amare Romeo Montecchi sotto qualsiasi nome, le due eroine di Wilde si dichiarano incrollabilmente decise ad amare soltanto qualcuno che risponda al nome di Ernest, che ispira loro fiducia per motivi esclusivamente fonici.

Regia curata da Renato Romagnoli.