"PIROPERO E LA CASSA DEL RE" - Un umile boscaiolo sale sul palco: nasce l'avventura di Piropero..

    L'umile boscaiolo Piropero si sta recando alla corte del re Armando per consegnare al sovrano una preziosa cassa dal contenuto misterioso affidatagli dal saggio delle montagne. Nel bel mezzo del bosco viene fermato da un fantomatico uomo in nero che riesce a sottrargli la cassa dandogli in cambio un bastone magico. Giunto alla corte senza il prezioso bagaglio, Piropero viene rinchiuso nelle reali galere, mentre il re in possesso del bastone magico non riuscendone a controllare i poteri si avvia all'autodistruzione. Il boscaiolo, fuggito di prigione grazie all'aiuto dell'uomo misterioso che si rivelerà alla fine essere il saggio delle montagne, rientra in possesso della cassa, ma una sorpresa lo attende: la preziosa cassa è sempre stata vuota.

    "Che cosa contiene quella cassa?" Questa è la domanda più frequente che accompagnava i piccoli spettatori durante l'esibizione dello spettacolo "Piropero e la cassa del re". Incuriosito e sconcertato dal fatto che un modesto contenitore avesse la capacità di agitare sovrani, scalmanare soldati e turbare la vita a pigri e sonnacchiosi boscaioli, il pubblico si lanciava in ipotesi che alla fine trovavano insindacabili smentite; "Contiene soldi, oro", i più paffutelli azzardavano "Una torta con la panna, un tacchino ripieno"

    Questa storia nasce con la pretesa di avere nel repertorio del gruppo qualcosa di diverso della solita commedia capace di soddisfare un pubblico adulto dalle esigenze medie. Siamo in pieno 2003, da qualche anno a Feltre e dintorni si respira un aria nuova, di fermento: nascono gruppi di giocolieri, di musicisti che si danno al recital, di cantastorie che ripescano le leggende e rivalutano le tradizioni. Le scuole, le pro loco, le parrocchie avanzano sempre più spesso ai gruppi teatrali delle richieste che possono essere sintetizzate in un'unica domanda "Avete uno spettacolo per i bambini che vada al di là della solita animazione improvvisata?". Le Farine Fossili che non sono giocolieri, non sono musicisti ma che a volte si danno ai giochi di prestigio, estraggono dal cilindro la storia di un umile boscaiolo attanagliato dalla povertà e vessato dal potere. Piropero è un ometto con quindici figli e un grande bosco senza alberi, un ometto che non trova di meglio da fare che rischiare la vita per una cassa vuota. La scommessa è vinta, la storia estratta dal cilindro dà buoni frutti e le date sono molte, capita addirittura che una stessa "piazza" la richieda più volte. I piccoli fans del "boscaiolo plebeo" si agitano durante le esibizioni e non si risparmiano con i consigli e gli avvertimenti rivolti al loro eroe nei momenti più difficili, quando re Armando lo insulta, quando la guardia lo incatena, quando il mago lo confonde con magie e alchimie.

    "PIROPERO E LA CASSA DEL RE" si rivela uno spettacolo facile da organizzare, vengono ridotte al minimo scenografia e luci e gli attori sul palco sono solo quattro. La morale e il messaggio invece non sono semplici e il tutto potrebbe rendersi indigesto per un giovane pubblico. Niente paura, "Piropero" è un arma a doppio taglio che affascina ed esalta i bambini con l'azione tipica delle storie fantasy e lascia soddisfatti i genitori e i parenti con pillole finali di saggezza e moralità. "Piropero e la cassa del re" è la storia del grande bosco nero matrice di paure infantili e ancestrali, uno spazio dove si muovono figure di potere patriarcale sia pratico che materiale, sia teorico che etereo. Al centro di tutto sta la cassa, contenitore di "graaliana" memoria che ha una sola forma ma nessun contenuto, o meglio una sola forma e ogni contenuto. Una volta un saggio rispose così a chi gli chiedeva se la vita avesse un senso: "Certo. Quello che le dai".

Juriy Facchin