"LA PASSIONE DI GIUDA" - liberamente tratto da frammenti di "Inri amore e odio nella passione" di Giuseppe Marino

    Ebbene sì, anche Giuda ha avuto la sua passione. La passione di un uomo che tradisce un'amicizia e in fondo anche se stesso. "La Passione di Giuda", nasce da alcuni stralci di un testo del dottor Giuseppe Marino, psichiatra che nel 1971 mise in scena, protagonisti alcuni pazienti dell'ex psichiatrico di Reggio Calabria, lo spettacolo "Inri amore e odio nella passione". Qui, rispetto al testo originario, pur con la licenza di aggiungere alcune battute e situazioni sono messi in scena i soli due frammenti che siamo riusciti a reperire e che quasi per caso ci sono capitati fra le mani. Si narra delle vicende che vanno dall'ultima cena di Gesù con gli apostoli, al suicidio di Giuda, raccontato da Matteo.

    Ne è scaturita un'elaborazione personale della narrazione che oltre a immaginare una ricostruzione organica del testo, sopperendo così alle parti mancanti, ha attinto a suggestioni e riferimenti molteplici, sia per quanto riguarda la situazione descritta che per il linguaggio teatrale in sè. Mettere in scena la debolezza di Giuda è stato soprattutto un pretesto per tentare di rappresentare la debolezza di noi tutti e offrire così un riflesso del complesso specchio umano.

Composto da due brevi atti, lo spettacolo ruota su due facce: una dove predomina la razionalità, anche se pur sempre labile; l'altra vede invece prevalere la parte inconscia del nostro io più profondo e misterioso. Intorno a questa tensione, si consuma lo spazio per quella interiorità conflittuale che come nel caso di Giuda, può giungere con un gesto estremo ad invocare la dissoluzione di sè per sfuggire al fardello di una responsabilità inesorabilmente legata alla propria libertà.

"Speriamo che in un mondo dove la guerra,
l'omicidio e l'odio sono alla portata di tutti
il sacrificio e la passione impiegati
nel lavoro degli attori di teatro amatoriale
possano regalarvi almeno un'ora e trenta minuti di pace."